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Il futuro di scena al SAS Forum Stampa E-mail
Scritto da Gaetano Di Blasio   
Mercoledì 18 Maggio 2011 17:07

Marco Icardi, amministratore delegato di SAS ItaliaAccadde domani. Il futuro è già qui.

È la provocazione/sfida che ha dato il titolo all'edizione 2011 del SAS Forum. Circa 1300 iscritti, per oltre 800 partecipanti effettivi, di cui il 31% proveniente dal mondo finance, l'8% dalla Pubblica Amministrazione e il restante 61% dagli altri settori economici. Numeri che dimostrano l'attenzione del mercato verso la Business Intelligence e soprattutto gli Analytics, perché è di questo che si è parlato in molte sfaccettature.

 

Come abilmente sintetizza Vito Di Bari, futurologo e innovation designer, ci sono 800 Exabyte nel mondo oggi e si prevede che nel 2020 si arriverà a 53 Zettabyte. Una quantità inimmaginabile di dati che segna la fine dell'informazione come elemento di potere. Il potere è infatti la conoscenza, cioè la capacità di filtrare le informazioni e interpretarle per utilizzarle. Usarle per prevedere il futuro, per prendere decisioni strategiche, decisioni operative, per agire. È questo che serve la Business Analytics e sono proprio gli strumenti di Analytics, impiegabili per le più svariate applicazioni, che permettono di valorizzare le informazioni e utilizzarle per innovare.

Proprio l'innovazione è stato un tema ricorrente durante il convegno, caratterizzandolo, insieme ad altre parole, quali «intuizione, trasformazione, successo, sfida, perché siamo convinti che il cambiamento è alle porte e sovvertirà i capisaldi della legge della domanda e offerta», come evidenzia Marco Icardi, amministratore delegato di SAS Italia, delineando, durante il convegno di apertura, i tratti distintivi che hanno portato SAS a diventare partner strategico d'innovazione per le più importanti aziende italiane: «longevità sul mercato, capacità di offrire al cliente un network di esperienze e di competenze, consistenza di una piattaforma che integra le soluzioni analitiche dipartimentali, leadership negli strumenti di analisi e modellizzazione che permettono di innovare processi e prodotti».

A questi va aggiunta la capacità di valorizzare gli asset competitivi, di permettere alle aziende private e pubbliche di focalizzarsi sulle attività “a valore”, e gli evidenti ritorni sugli investimenti e l’ottimizzazione sui costi: «Lo dimostrano i successi dei nostri clienti che, per fare solo qualche esempio, hanno puntato sul Campaign Management per aumentare anche del 12% la redemption delle campagne multicanale, o sul Risk Management per diminuire drasticamente l'esposizione al rischio, pur incrementando i volumi del credito concesso» specifica Icardi.

Particolarmente significativo il parterre di personaggi intervenuto nella sessione plenaria sulla "valorizzazione dei saperi": Vincenzo Aloisio, responsabile Accenture Analytics IGEM di Accenture; Marco Cardinaletti, direttore generale di Società Cattolica di Assicurazione; Carla Corazza, CIO di Acea; Ugo de Carolis, amministratore delegato di Telepass; Enrico Giovannini, presidente di Istat; Ivan Pavesio, Head of SPE Process Management and Competitive Intelligence di Gruppo Ferrero; Tatiana Rizzante, amministratore delegato di Reply; Fabrizio Sterzi, Global Consulting Director Enterprise Information Solutions di HP; Marco Zaffaroni, direttore IT & Operations di Compass.

Tra le questioni emergenti la qualità del dato e la capacità di trattarlo adeguatamente: «Innovare significa attivare processi capaci di intercettare i dati significativi, interpretarli nel modo corretto, costruire modelli di rischio e di pricing per calibrare l'offerta sui bisogni dei clienti», afferma al riguardo Marco Cardinaletti, direttore generale di Società Cattolica di Assicurazione, per il quale i dati, storici e predittivi, hanno sempre avuto una forte rilevanza per le compagnie assicurative, ma oggi sono cruciali per interpretare l'incertezza e anticipare i cicli.

L'importanza di un dato di qualità, ben interpretato e comprensibile, peraltro, è magistralmente spiegata dal presidente dell'Istat Giovannini, che sottolinea come le statistiche siano importanti per i cittadini, ma questi devono essere messi in grado di comprenderle.

Pavesio di Ferrero, invece, evidenzia come il successo della propria azienda è certamente dovuto alla capacità di leggere i segnali del mercato per anticipare e stimolare i bisogni del consumatore, ma è anche frutto di un'attività di monitoraggio del mercato stesso per studiarne l'evoluzione, in modo da mobilitare le risorse aziendali e investire in tecnologia per mantenere lunga la vita dei prodotti, innovandoli e incrementandone costantemente la qualità.

La manifestazione ha visto il contributo di ben 23 sponsor e ha fornito ai partecipanti diversi spunti di riflessione e stimoli verso appunto il cambiamento e l'innovazione. Diverse, per esempio, le sessioni parallele divise in otto aree: banche e servizi finanziari, assicurazioni, marketing e vendite 2.0, tecnologia e IT governance, Pubblica Amministrazione e sanità, l'Italia che innova, energy e utility, trade e retail.

 
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