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Trasformare le informazioni in valore Stampa E-mail
Scritto da Riccardo Florio   
Lunedì 18 Luglio 2011 00:00

Paolo Degl'Innocenti, VP Ibm STGEstrarre valore dai dati rappresenta l’essenza del legame tra business e tecnologia informatica.Per far fronte a un patrimonio informativo aziendale che diventa sempre più ampio ed eterogeneo occorrono approcci diversificati e strumenti evoluti.

Paolo Degl’Innocenti, Vice President Systems and Technology Group di IBM Italia, delinea gli aspetti salienti dell’approccio IBM per il trattamento efficace ed efficiente dei dati, suggerendo le tappe del percorso virtuoso da intraprendere per conseguire un vantaggio competitivo basato sulla conoscenza.

 

 

Come e perché stanno evolvendo i parchi applicativi delle aziende italiane ?

È in atto un’evoluzione applicativa importante all’interno delle aziende che pochi vendor IT hanno saputo cogliere nella sua vera essenza. Le modifiche applicative, infatti, non riguardano solo gli aspetti tecnologici ma anche e maggiormente il carattere funzionale, che è strettamente legato alle modalità con cui sfruttare i dati destrutturati a fini di business. I Big data devono essere integrati all’interno dei processi di business in un contesto orientato alla business intelligence e questa ricchezza applicativa va affrontata con architetture diversificate.    

 

La crescita esponenziale delle informazioni destrutturate e dei Big data rappresenta una complicazione o apre invece nuove opportunità per le aziende ?

Questa evoluzione rappresenta certamente un’opportunità, a patto che venga affrontata con un approccio progettuale. Una volta che si è fatto il primo passo in avanti, che consiste nel prendere coscienza del fatto che i Big data hanno un valore per il business, vanno riviste le modalità con cui affrontare la business analytics per trarre vantaggio da questo tipo di informazioni. Oggi si opera prevalentemente su dati tabellari in modalità lineare, partendo cioè dalla costruzione di basi dati costruite ad hoc per essere analizzate e su cui intervengono cruscotti o strumenti applicativi per realizzare la reportistica necessaria. Se si adotta questo approccio con i dati destrutturati si è destinati a fallire poiché il volume di informazioni potenzialmente a disposizione è troppo grande e le risorse necessarie non sono disponibili. Ciò che va fatto è di intervenire a monte, nel momento di accesso ai dati, realizzando una pre-analisi che permetta di strutturare unicamente la porzione di Big data utile al business, che rappresenta una piccola percentuale del totale in termini di volume. IBM ha investito molto a livello di Ricerca e Sviluppo sulle funzionalità specifiche per l’analisi su dati destrutturati; rende disponibili strumenti di Business Intelligence avanzata all’interno della famiglia IBM Cognos e offre la gamma di soluzioni software per la predictive analysis IBM SPSS, che consentono di effettuare analisi in parallelo e in tempo reale su grandissime quantità di dati.

 

Come si concretizza la proposta di IBM per guidare questa evoluzione applicativa ?

Tutto quello che abbiamo detto finora comporta e comporterà sempre più, in futuro, un’evoluzione applicativa significativa, non solo sul versante della business intelligence ma anche delle applicazioni enterprise, degli ERP fino a estendersi nelle applicazioni di utilizzo quotidiano. Per far fronte a un mondo applicativo eterogeneo IBM propone piattaforme diversificate che puntano a essere “tuned for the task” così da ottimizzare i sistemi, in funzione del carico applicativo che si trovano a dover trattare. IBM mette a disposizione piattaforme hardware Power, z, System x e supporta differenti sistemi operativi come Linux, z/OS, AIX, Power i, Power AIX perché solo questa granularità di scelta è in grado di soddisfare in modo efficace e conveniente la crescente complessità applicativa. Inoltre, IBM ha sviluppato la metodologia Suite for Purpose adatta a queste nuove dinamiche, che sta già trasferendo ai propri clienti. Questo approccio metodologico non parte da un rigido disegno architetturale definito a priori ma, invece, dai carichi di lavoro del data center aziendale e, in funzione di questi, identifica la piattaforma hardware e software, lo specifico ambiente operativo e il database relazionale che, per ogni dominio applicativo, sono quelli che forniscono il migliore rapporto costo/beneficio.

 

In che modo questa proposizione contribuisce a dare più valore all’azienda ?

La capacità di sfruttare l’informazione a valore permette di realizzare un vantaggio competitivo. Si tratta di un obiettivo comune a ogni tipo di aziende e, non a caso, riscontriamo un’elevata attenzione su questi temi non solo da parte delle aziende grandi ma anche da quelle medio-grandi, nella declinazione “italiana” di tale termine. Ambiti di riferimento preferenziale riguardano l’area della Sanità, della sicurezza fisica e delle smart city. Anche aree orientate al commercio verso il mondo consumer possono trarre grandi benefici dall’analisi delle informazioni destrutturate. Per esempio, esistono già aziende che hanno modificato la metodologia con cui realizzano le pre-analisi sul gradimento di un prodotto - per esempio sportivo o di vestiario - prima della sua messa in commercio su scala diffusa o globale. La possibilità di realizzare questi test su siti di social network anziché su città campione, sfruttando l’analisi dei dati ottenuti, offre vantaggi enormi in termini di rapidità, affidabilità dei risultati, flessibilità e riduzione dei costi.

 

Qual è il valore aggiunto che può fornire IBM rispetto ad altri vendor ?

La ricchezza infrastrutturale di IBM non ha pari sul mercato, né per ampiezza di portata, né per livello qualitativo. La nostra offerta comprende soluzioni per l’infrastruttura hardware, sistemi operativi, tool di management, l’intero stack per la creazione e la gestione di un database, strumenti di analisi, ambienti di sviluppo e una gamma di tool software che aiutano le aziende a trasformare il dato grezzo in informazione a valore. IBM rispetto ad altri vendor ha la possibilità di offrire ai propri clienti un set di “building block” che possono essere implementati all’interno dell’infrastruttura esistente, perché basati su standard. Questo consente a un’azienda di ritagliare l’offerta che le è più consona e di associare tasselli IBM con strumenti di altri vendor. IBM è anche in grado di offrire soluzioni per il supercalcolo capaci di portare un valore enorme in specifiche aree di attività e disponibili sia direttamente sia in modalità cloud. Per esempio, IBM ha recentemente sviluppato una nuova tecnologia software denominata Watson che, sfruttando le capacità di elaborazione parallela fornite dai server IBM POWER7, ha dato dimostrazione della possibilità di elaborare migliaia di task simultanei e di analizzare le informazioni associate in tempo reale. L’abbinata tra la tecnologia Watson e le soluzioni software IBM SPSS apre le porte a nuove soluzioni di analisi predittiva in tempo reale che saranno presto a disposizione di tutti.   

 
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