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Sempre più Unified il computing di Cisco Stampa E-mail
Scritto da Gaetano Di Blasio   
Giovedì 26 Aprile 2012 00:00

Massimo Fasoli di CiscoContinua l'evoluzione del data center secondo Cisco, che ha annunciato nuovi sistemi UCS (Unified Computing System), a cominciare da UCS240, con, soprattutto, novità per la loro gestione.

Massimo Fasoli, Head of Data Center & Virtualization Sales di Cisco Italia, ci ha illustrato come l'annuncio testimoni lo sforzo di «dare strumenti per semplificare, agevolare e rendere quindi più snella e meno onerosa la gestione delle architetture, sempre più complesse, ma necessarie a supportare i grandi trend, quali il cloud o i Big Data».

La prima novità riguarda UCS Manager, che, in una logica di fabric unificata, permette di unificarne la gestione. In particolare, è in grado di gestire sia server blade sia rack mounted come elementi di un’unica architettura. «Si tratta di una funzionalità importante, perché guardando all’evoluzione del sistema informativo sia di un'azienda sia di un service provider, ci sono più istanze che richiedono di essere affrontate in modo diverso», spiega Fasoli, che continua: «Per esempio, i Big Data hanno bisogno di una capacità di calcolo, quale l'in-memory computing, meglio supportata da sistemi rack che blade, il quale è però più funzionale alla virtualizzazione e preferibile per altre applicazioni. Entrambi i contesti, come altri, devono convivere nel dominio di una singola azienda, che deve poter massimizzare l'utilizzo delle risorse e minimizzarne la gestione, garantendo l'operatività».

Altro elemento nuovo, annunciato per la seconda metà dell'anno, è la possibilità di vedere come un'unica infrastruttura server, infrastrutture che siano in locazioni diverse. Evidentemente si tratta di di capacità fondamentali nella migrazione delle macchine virtuali, per massimizzare lo sfruttamento delle risorse.

I nuovi sistemi, inoltre, sono dotati di ulteriori migliorie tecniche, apparentemente minori, ma come sottolinea Fasoli, importanti per l'operatività e i costi della stessa, «ridotti del 30% in termini di infrastrutture e altrettanto per il raffreddamento». Tra queste: i processori Intel Xeon di ultima generazione, che forniscono anche vantaggi in termini di spazio ed efficienza; una memoria indirizzata di 8 volte superiore rispetto alla precedente versione degli UCS, importante sia per la virtualizzazione che per i Big Data; un quadruplicamento delle componenti di I/O; un nuovo Fabric Interconnect, che consuma il 36% di watt/porta in meno.

 
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