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Report Server & Storage 2008, introduzione
Mercoledì 23 Luglio 2008 05:07

IT e business sono sempre più connessi all’interno di aziende di ogni tipo e dimensione.
Per questo il data center è diventato il vero centro nevralgico di molti processi di business dell’azienda e, come tale, a esso vanno dedicate attenzione e risorse cercando inoltre di razionalizzare i costi, che tendono a lievitare continuamente.

 

I sistemi di elaborazione e di memorizzazione dei dati rappresentano, perciò, i componenti ultimi per la realizzazione di data center efficienti, performanti, sicuri e adatti ad evolvere in modo flessibile per far fronte al continuo incremento di richieste delle nuove applicazioni.
Nel frattempo l’evoluzione tecnologica continua senza sosta. Sul versante server i processori continuano a progredire raddoppiando il numero di “core” in modo analogo a quanto, in passato, avveniva per l’incremento delle frequenze di clock, mentre si affacciano le nuove tecnologie costruttive per la realizzazione di CPU a 45 nm.

 

Ma le prestazioni dei server crescono anche grazie alle nuove funzionalità offerte dai software di gestione e alle nuove applicazioni in grado di sfruttare al meglio le caratteristiche multithread.

Nel frattempo si è ormai definitivamente realizzato il passaggio dello storage in rete. Pur persistendo molte installazioni di storage collegato direttamente al server e non condiviso, si tratta di modalità che, nelle nuove implementazione architetturali, tendono a non essere più privilegiate, anche perché il costo per realizzare una Storage Area Network è ormai arrivato a poche migliaia di Euro ed è alla portata di aziende di ogni tipo.
Sul versante dello storage non si può fare a meno di osservare l’incremento di densità di capacità dei supporti di memorizzazione. I nuovi dischi SATA da 1 TB aprono interessanti opportunità per la memorizzazione di secondo livello e aumenta anche la capacità per i dischi ad altissime prestazioni.
I nastri magnetici attualmente disponibili sono in grado di memorizzare, su una singola cartuccia, fino a 1.6 TB in formato compresso ma sono già alle porte nuove generazioni all’insegna del raddoppio di capacità e transfer rate.

 

Tutto ciò favorisce la disponibilità di una serie di opzioni, in termini di costo e capacità, che si inseriscono in un modello di gestione delle informazioni lungo il loro intero ciclo di vita in modo da ottimizzare l’accesso e l’utilizzo e, nel contempo, minimizzare i costi.Massima attenzione ai costi e all’ambiente Il consolidamento delle risorse resta un trend diffuso nelle pratiche delle aziende italiane sotto la spinta della semplificazione e dell’integrazione.
L’adozione di standard aperti rappresenta un passaggio ormai intrapreso da molti vendor e aziende perché diventa una condizione necessaria per abilitare meccanismi virtuosi di integrazione e interoperabilità.
Un altro obiettivo condiviso dalle aziende è di rendere “green” il proprio data center, perché questo significa efficienza, riduzione dei costi e minimizzazione degli sprechi.
Cresce, pertanto, anche l’attenzione verso gli aspetti infrastrutturali del data center e, per la prima volta, i sistemi accessori quali generatori, UPS, sistemi di raffreddamento, illuminazione, vengono presi in considerazione anche dai responsabili IT oltre che dai facility manager.
Semplificare la gestione e garantire flessibilità La gestione delle informazioni resta uno degli aspetti fondamentale per ottimizzare i processi, ridurre i costi ma anche per garantire un livello di protezione adeguato delle informazioni.

 

Gestire lo storage, tuttavia, non vuol dire solo far funzionare apparati o software, ma significa prendere decisioni su infrastrutture e tecnologie che condizioneranno pesantemente l’operatività aziendale. Anche se vi è la tendenza ad automatizzare la maggior parte delle operazioni, le capacità proattive implementate dai software non sono ancora in grado di farsi carico delle situazioni complesse per le quali, anzi, assume un’importanza crescente il compito del manager e la sua competenza. L’auspicio perseguito da tutti i manager IT resta, comunque, quello di poter esercitare una gestione centralizzata, attraverso una singola console, di tutte le risorse di elaborazione e storage che comprendano sia componenti logiche, sia fisiche e che consentano operazioni da remoto, monitoraggio esaustivo e facilità di configurazione e provisioning.
A complicare la vita dei responsabili IT vi sono, però, problemi di incompatibilità e la necessità di fronteggiare esigenze in rapido cambiamento, che si devono confrontare con infrastrutture tecnologiche che non sempre possono evolvere altrettanto in fretta.
In tutte queste funzioni i tool software possono fornire un valido supporto e a queste esigenze il mercato risponde in modo sempre più efficace attraverso soluzioni di gestione in grado di supportare funzioni amministrative evolute e basate su policy personalizzabili.
L’organizzazione logica sbaraglia quella fisica Virtualizzazione è la parola d’ordine in ogni ambito tecnologico. La virtualizzazione dei server cresce in flessibilità consentendo di scollegare il rapporto tra fisico e logico in modo sempre più libero.

 

I server virtuali possono essere creati, spostati, modificati durante l’operatività e possono, essi stessi, modificarsi automaticamente in funzione delle mutevoli esigenze di business.
Si virtualizza il desktop per centralizzare il sistema operativo e le applicazioni e favorire una gestione semplice ed efficiente.
Si virtualizza l’uso delle risorse in termini di elaborazione ridistribuendo il carico su più processori o parti dello stesso. Lo storage non solo viene mascherato nella sua dipendenza tra collocazione fisica e disponibilità di capacità, ma diventa possibile gestire in modo indifferenziato sistemi differenti come quelli a disco e quelli a nastro magnetico in tutte le loro differenti varianti tecnologiche.
Per questo le scelte a disposizione degli amministratori, gestire e allocare lo spazio su disco, sono sempre più numerose e varie.
Il livello di virtualizzazione oltrepassa così il livello di sistema per diventare virtualizzazione a livello di architetture. In questa nuova spinta evolutiva diventa possibile definire non solo data center che utilizzano risorse virtuali, ma data center a loro volta virtuali.

 
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